In Giappone è molto raro se non impossibile trovare cestini e bidoni per strada, e così le eventuali cartacce devono essere riportate a casa per poter essere gettate.

Per i fumatori esistono dei posacenere tascabili in cui riporre cenere e mozziconi di sigaretta.

Vicino ai konbini spesso si trovano dei bidoni, tuttavia, nonostante molte persone vi gettino furtivamente la propria spazzatura cercando di non farsi vedere dai commessi, sono ad uso esclusivo del negozio.

In Giappone i rifiuti sono divisi in due gruppi principali:

  • 可燃ゴミ (かねんごみ, kanen gomi) rifiuti che possono essere bruciati negli inceneritori
  • 不燃ゴミ (ふねんごみ, funen gomi) rifiuti che non possono essere portati agli inceneritori

I terreni disponibili per le discariche sono limitati e nonostante la maggior parte dei rifiuti venga bruciata, lo smaltimento delle ceneri residue resta un problema complesso per il paese.

Ogni municipalità ha le proprie regole per lo smaltimento dei rifiuti, che vengono ritirati casa per casa. Quando abitavo a Gifu gettavamo tutto in un unico cestino ad eccezione dei contenitori in PET o vetro.

A Nagoya la raccolta differenziata si svolgeva in modo diverso: avevamo delle apposite buste di vari colori in cui suddividere l’immondizia:

  • verde per i rifiuti che non possono essere bruciati (不燃ごみ)
  • blu per carta, vetro, alluminio e plastica (da non gettare tutti insieme ma separatamente) per i rifiuti riciclabili (資源ゴミ, しげんごみ, shigen gomi)
  • rosso per i rifiuti che possono essere inceneriti (可燃ごみ)

Ogni quartiere di Nagoya ha il proprio punto di raccolta, noi l’avevamo proprio davanti al nostro palazzo: il lunedì e il giovedì raccoglievano i sacchetti rossi e quelli blu, il giovedì solo quelli rossi, il secondo giovedì del mese quelli verdi, sempre entro le 9 di mattina.

Quando viene trovato un sacchetto che non contiene i rifiuti del tipo corrispondente, gli addetti alla raccolta appongono un avviso che recita “questo rifiuto non può essere ritirato” (このゴミは回収できません, このごみはかいしゅうできません, kono gomi ha kaishuu dekimasen) e il sacchetto in questione viene lasciato nel luogo di raccolta in modo che (si spera) il responsabile provveda a separare l’immondizia nel modo corretto.

Indicazioni su come riciclare i cartoni del latte:

Nonostante questa organizzazione, nel 2012 il Giappone avrebbe riciclato solo il 20,8% dei propri rifiuti1. È possibile che una delle cause sia da ricercarsi nella cultura dei regali e delle confezioni di questo paese, secondo la quale ogni volta che si va a far visita a qualcuno occorre portare un dono, e molto spesso si tratta di cibo e in particolare di frutta (motivo per cui viene confezionata singolarmente in buste o retine di plastica): avere a disposizione una infinità di oggetti e alimenti dai packaging accattivanti ma non riciclabili semplifica le cose.

1 www.atlas.d-waste.com

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