La famiglia di Takeru è aperta e moderna per certe cose, e tradizionalista per altre: se c’è una qualunque cerimonia o festività, loro la celebrano. Così, quando mia figlia ha compiuto un anno, è toccata anche a lei la prova dell’isshō mochi.

Ma cos’è l’isshō mochi? È una cerimonia antica che non ha uno svolgimento unico ma varia da zona a zona. Il passaggio fondamentale che resta invariato e da cui prende il nome è rappresentato da una sorta di zaino contenente 2 chili di mochi (一升, いっしょう, “un isshō” è un’antica unità di misura che indica 1,8 kg) che viene messo sulle spalle dei bambini che hanno appena compiuto un anno.

I passaggi successivi sono variabili ma generalmente il bambino deve poi mettere i piedi e sedersi sui mochi disposti per terra. Così si è svolta la cerimonia che era stata organizzata per noi dai miei suoceri.

Il giorno stabilito tutta la famiglia di Takeru si è riunita, alcuni zii e cugini sono venuti addirittura da Osaka per assistere. Insieme siamo andati nello stesso locale dove anni prima avevamo festeggiato il sessantesimo compleanno di mia suocera Kazuko quando ero appena arrivata in Giappone.

Su di un tavolino erano disposti 6 mochi, 3 rosa e 3 bianchi, con il kanji del nome di mia figlia scritto sopra, e un piccolo zainetto di tela bianca (o リュック, ryukku, dal tedesco “Rucksack”, zaino). La tradizione prevede l’uso di un furoshiki (風呂敷, ふろしき) un tipo di tessuto usato in passato per avvolgere e trasportare oggetti (il nome sembra risalire all’epoca Edo, quando veniva usato per contenere i vestiti quando le persone si recavano al sentō, i bagni pubblici giapponesi).

isshō mochi

 Della preparazione di mia figlia si è occupata mia suocera, io non sapevo come si dovesse procedere e mi sono limitata ad osservare.

isshō mochi

Di norma sono pochi i bambini che a un anno sono in grado di camminare portando un peso di due chili sulle spalle, e la maggior parte delle foto scattate durante l’isshō mochi ritraggono piccini aggrappati alle gambe dei genitori che piangono disperati (mia figlia ha camminato, sorprendendo tutti, e a me piace pensare che sia merito di quella parte d’Italia nel suo DNA).

isshō mochi

Ha poi camminato e si è seduta sui mochi.

isshō mochi

isshō mochi

Dopodiché le sono state messe davanti sette carte disposte su un tavolino, su ognuna delle quali era rappresentata un’immagine: in base alla carta scelta si potranno sapere gli interessi futuri del bambino (la carta scelta da mia figlia dice che sarà una brava studentessa e conoscerà tante cose).

isshō mochi

Probabili origini e significato dell’isshō mochi.

一升 (いっしょう, isshō) ovvero 1,8 kg si pronuncia allo stesso modo di 一生 (いっしょう, isshō) con il significato di “per tutta la vita”. Così si augura al bambino una vita in cui vi sia abbondanza di cibo e di salute.

Infine, in un passato in cui le cure mediche non erano efficaci come oggi il primo compleanno di un bambino era un traguardo importante. Da qui nasce la cerimonia dell’isshō mochi.

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