Privacy PolicyCookie Policy

Gioco di parole è un’espressione comune di significato non univoco che viene impiegata anche in contesti tecnici.

In senso generico, per gioco di parole si intende l’attività verbale (e il suo risultato) in cui alle regole sintattiche della costruzione del discorso si sovrappongono o si sostituiscono principi alternativi, che non sono codificati o lo sono solo in settori particolari […].

Enciclopedia Treccani

I giochi di parole rappresentano una sfida molto interessante e stimolante per un traduttore, perché ne mettono alla prova le capacità. Ne esistono vari tipi, non li elencherò tutti qui perché penso sia controproducente, ma mi limiterò a parlare dei giochi di parole in senso stretto, che hanno lo scopo di far sorridere il lettore o l’ascoltatore, e che quindi rientrano nel campo dell’umorismo.

Alcune lingue e culture li utilizzano più di altre. In giapponese ad esempio, una lingua con una quantità di suoni relativamente limitata rispetto a molte altre, gli omofoni (parole pronunciate nello stesso modo ma con significato diverso) sono comunissimi, di conseguenza i ダジャレ (dajare, giochi di parole) sono molto frequenti. Anche se spesso somigliano più a freddure e non sono affatto divertenti. Ma anche l’inglese presenta moltissimi omofoni e li sfrutta spesso in questo senso, mi viene in mente il titolo della serie animata “We bare bears” che gioca sull’omofonia tra “bare” (essenziale, nudo e crudo) e “bear” (orso) , reso in italiano con “Siamo solo orsi”. 

Ma come si traduce un gioco di parole?

Esistono varie strategie, ad esempio:

  • Si traduce il gioco di parole nella lingua di partenza con un gioco di parole quasi identico nella lingua di arrivo. Ciò è più semplice quando le due lingue sono vicine, come ad esempio l’italiano e lo spagnolo o l’inglese e l’olandese, ma non è necessariamente sempre vero.
  • Si può trovare un gioco di parole simile ma con significato diverso. 
  • A volte si è costretti ad ignorare completamente il gioco di parole, come accade nei testi editoriali in cui viene inserita la spiegazione nelle note. 

Come per la poesia, sono molte le teorie a sostegno dell’intraducibilità dei giochi di parole, perché non si tratta di tradurre solo un significato: un gioco di parole rappresenta un’espressione della cultura da cui proviene.

Prima di decidere se tradurre un gioco di parole o meno, si deve capirne la funzione: è rilevante? È quindi necessario mantenerlo? Quale sarebbe il suo scopo nel testo di arrivo? Omettendolo si perderebbe il senso del messaggio?

Discuterne con il cliente è sempre il primo passo. Ed è fondamentale tenere presente non solo la cultura della lingua di partenza ma anche quella di arrivo, il registro utilizzato, il contesto, il tono del testo originale: se è umoristico deve esserlo anche in quello finale. Mentre può essere tralasciato se non svolge un ruolo centrale.

Per approfondimenti sulla traduzione dei giochi di parole:

– Delabastita, D., Traductio: Essays on Punning and Translation, St. Jerome, Manchester, 1997

– Delabastita, D., Wordplay and Translation, Special Issue of the Translator, 2/2, St. Jerome, Manchester, 1996

Privacy PolicyCookie Policy