A Bamberg la mia cena era sempre la stessa. Walter e Kerstin lavoravano entrambi, e con 3 figli piccoli avevano poco tempo per cucinare (ma quando lo facevano erano cuochi sopraffini: non potrò mai dimenticare i dolci di Kerstin, il suo crumble al rabarbaro era eccezionale). Così finivamo per consumare quella che in Baviera si chiama Brotzeit (letteralmente “il tempo del pane”), ovvero una cena rigorosamente fredda di cui il pane o le Pretzel costituiscono la base.

Brotzeit o la cena bavarese

Solitamente il nostro era pane di segale, dal sapore acido, che compravamo da Fuchs Bäckerei nella tipica forma rotonda e che potevamo abbinare a formaggi spalmabili su cui Walter distribuiva erba cipollina tritata, oppure con Leberwurst (un salume molto morbido a base di fegato di maiale), Leberkäse (un insaccato tipico della Baviera), prosciutto cotto e i vari tipi di Würste tedeschi.

Leberwurst

Leberwurst

Leberkäse

Leberkäse

Pane di segale

Pane di segale

In tavola venivano sempre portati anche peperoni rossi crudi tagliati alla julienne e fettine di cetriolo e ravanello condite con sale e pepe. Kerstin provava qualunque metodo per riuscire a far sedere Frederick, che allora aveva un anno, nel seggiolone e fargli mangiare qualcosa che non fosse latte materno, cosa che lui testardamente rifiutava scuotendo la testa e standosene dritto in piedi su una sedia, ma intanto raggiungeva l’immancabile barattolo di cetriolini sottaceto e li sgranocchiava con piacere guardando sua madre con aria di sfida.

Amavo la Brotzeit, è così che ho imparato che i peperoni si possono mangiare anche crudi, e mi piaceva moltissimo il fatto che si potesse anche portare da casa per consumarla in uno dei molti Biergarten della Baviera. Così facevamo noi che mentre ordinavamo la nostra cena al cameriere aprivamo vaschette e ciotoline di verdure crude e salumi portati da casa, con Leonid e Pauline che si occupavano del sale e del pepe e iniziavano a litigare su chi avesse la precedenza. Frederick veniva messo per terra e io dovevo controllare che non mangiasse ghiaia e sassi e correre a recuperarlo quando si allontanava gattonando fra i tavoli.