Sea Isle City

Una sera Danny decide di farci una sorpresa e di portarci ad Atlantic City, dalla sua casa di Sea Isle City occorrono meno di trenta minuti in macchina e se partiamo subito possiamo arrivare abbastanza presto per cenare sul Boardwalk, il lungomare della città, una lunghissima passeggiata di assi di legno che si affaccia sull’oceano da un lato e su una fila ininterrotta di negozi e locali dall’altro.

Atlantic City Boardwalk

Ci sediamo in un piccolo ristorante consigliato da Danny, il proprietario è un suo ex studente e ci dice che dobbiamo assolutamente provare l’Italian Steak Sandwich. Il piatto che arriva è molto diverso da quello che ci siamo immaginate io e Martina: un panino di “ciabatta loaf” farcito con un prosciutto affumicato, pesto, “provolone cheese”, pomodori e insalata.

Italian Steak Sandwich

Dopo cena proseguiamo la passeggiata sul Boardwalk e ci fermiamo in un negozio che vende dolci perché Danny vuole farci assaggiare il fudge, un dolce a base di caramello, burro, zucchero e panna. In vetrina ne sono esposti più di dieci tipi diversi: al cioccolato, al caffè, alle fragole, alla menta. Optiamo per la versione classica che è comunque troppo dolce per noi e ma ci sforziamo di finirla per non offendere Danny che è sempre felice e orgoglioso di mostrarci le specialità americane.  Ha un’altra sorpresa per noi, quella sera ci porterà a vedere i Blue Man Group che si esibiscono all’interno del Ceasars Atlantic City Hotel & Casino.

Ceasars Atlantic City Hotel & Casino Blue Man Group

Il palazzo è ispirato alla Roma antica, ci sono statue di imperatori e colonne di (finto) marmo lungo tutti i corridoi, anche la sala slot richiama una villa romana. Veniamo fatti entrare in un vero e proprio anfiteatro, the Circus Maximus, e scopriamo di essere in quarta fila, la maschera si scusa ma non ha più impermeabili per noi (scopriremo dopo perché ci sarebbero serviti).

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Una volta finito lo spettacolo, che io e Martina viviamo entrambe con il terrore di essere chiamate sul palco, è ancora presto per tornare a casa, così Danny ci propone di fare un giro su uno dei piccoli risciò che percorrono il Boardwalk avanti e indietro carichi di turisti. Vengono spinti a forza di braccia e di gambe, e il ragazzo che spinge il nostro è piccolo e magrolino. Danny, che ama fare conversazione, si presenta e presenta anche noi dicendo che siamo italiane. Il ragazzo non ha idea di dove sia l’Italia: lui viene dal Bangladesh, ha poco più di vent’anni, vive con la sorella minore in uno scantinato e si guadagna da vivere spingendo risciò. È venuto in America sperando di iscriversi all’università ma per farlo ha bisogno di documenti che la sua ambasciata non rilascia e lui non può permettersi di tornare in Bangladesh per ritirarli. Danny gli lascia il suo biglietto da visita, ha molti contatti e può aiutarlo.

Non so come sia andata a finire la storia del ragazzo, ma la ricordo ancora oggi e spero che quelle di Danny non siano state solo parole.