Notizie tradotte.

Riporto la mia traduzione di una parte di un articolo di Hans-Christian Rössler pubblicato su FAZ.net il 14/03/2020.

Tutti gli spagnoli devono restare a casa – per almeno due settimane, forse per molto di più. Lo stato di allerta stabilito dal governo dopo una riunione di emergenza durata 8 ore porta il paese ad un arresto quasi completo.

È uno dei più bei primi fine settimana di primavera a Madrid. Il sole splende già forte, ovunque piante in fiore. Eppure le strade della metropoli spagnola con milioni di abitanti somigliano a quelle di una città fantasma. Solo dalle finestre aperte si possono sentono voci di bambini e musica. Perché sabato l’amministrazione comunale ha chiuso anche i parchi, in cui fino ad allora si erano rifugiate molte famiglie che non hanno né balconi né terrazzi. Il governo spagnolo vuole che tutti restino a casa – per almeno due settimane, forse per molto di più. Da sabato mattina a Madrid sono aperti solo i negozi di alimentari, le farmacie e i distributori di benzina.

Il resto del paese avrà presto lo stesso aspetto. Nella serata di sabato il consiglio dei ministri spagnolo ha limitato enormemente la libertà di movimento in tutto il paese. Con l’entrata in vigore del decreto le persone possono lasciare le proprie abitazioni solo per procurarsi generi alimentari, per recarsi dal dottore o, in casi eccezionali, al lavoro e per assistere altre persone.

„Le misure prese sono drastiche a avranno delle conseguenze”, ha detto il primo ministro Pedro Sánchez in serata. Ma una Spagna unita vincerà la battaglia contro il virus, ha affermato il capo del governo – per la terza volta in una conferenza stampa virtuale, alla quale i giornalisti hanno preso parte solo dall’esterno.

Lo stato di allerta che il governo ha dichiarato dopo una riunione straordinaria durata 8 ore porta il paese ad un arresto quasi totale. Per il momento i confini restano aperti, le regioni colpite più pesantemente non verranno isolate. Tutte le forze di sicurezza sono ora assegnate al comando del ministro degli Interni che in caso di bisogno può ricorrere all’esercito.

Come prima cosa da lunedì le autorità spagnole interverranno più ampiamente contro la propagazione del virus – troppo tardi e dopo aver esitato troppo a lungo, come critica il Partita Popolare conservatore di opposizione (PP). Ancora la scorsa domenica il governo permetteva che in centinaia di migliaia prendessero parte alle manifestazioni in occasione della festa della donna. Nonostante le misure prese fino ad allora avessero avuto scarsa efficacia.

Secondo le affermazioni dell‘emittente spagnola TVE in Spagna fino a sabato erano state contagiate più di 6300 persone; 193 sono decedute, 517 sono guarite e sono state dimesse. Poco meno della metà dei contagiati proviene dalla regione intorno a Madrid. Intanto anche l’istituto tedesco Robert Koch ha inserito la capitale spagnola nella lista delle zone a rischio, come in precedenza aveva fatto per l’Italia e la provincia cinese dell’Hubei. Da venerdì a Madrid il numero dei decessi è raddoppiato nel giro di 24 ore salendo a più di 130.

Molti abitanti della capitale sono perciò fuggiti nelle proprie case delle vacanze sulla costa del mediterraneo. Ma sulle coste di Valencia e Murcia sono stati accolti tutt’altro che calorosamente: molti degli abitanti locali hanno temuto che potessero portare il virus con sé, che si riversassero negli studi medici e svuotassero i supermercati. I madrileni hanno evidentemente inteso la quarantena come una vacanza, hanno commentato con indignazione.

Hans-Christian Rössler, “Spanien steht still“, 14/03/2020, articolo pubblicato su: “FAZ.NET”, http://faz.net/aktuell/politik/ausland/coronavirus-krise-spanien-steht-still-16679673.html

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